Platea — 479 a.C.

479 a.C. · Platea, Grecia

La vittoria terrestre decisiva dei Greci, che pose fine all’invasione persiana: la falange oplitica guidata da Sparta travolse l’esercito di Mardonio.

Contesto storico

Dopo Salamina, Serse tornò in patria e lasciò in Grecia il suo generale Mardonio con il fior fiore dell’esercito. Per tutto il 479 a.C. Mardonio tenne l’Attica, offrì ad Atene condizioni generose perché cambiasse schieramento e, al suo rifiuto, diede di nuovo alle fiamme la città.

I Greci radunarono il più grande esercito oplitico alleato che avessero mai messo in campo, al comando del reggente spartano Pausania, e avanzarono in Beozia.

La battaglia

I due eserciti rimasero per giorni l’uno di fronte all’altro senza venire a battaglia, nessuno dei due disposto ad attaccare sul terreno dell’altro. La cavalleria persiana molestava le linee di rifornimento greche e ne inquinava le fonti d’acqua, e i Greci decisero di ripiegare di notte su una posizione migliore.

Il ripiegamento andò storto nel buio e l’esercito arrivò sparpagliato. Mardonio attaccò quella che sembrava una rotta. Spartani e Tegeati ne sostennero l’urto, tennero e spezzarono la linea persiana quando si venne al corpo a corpo; Mardonio fu ucciso, e il campo cadde poco dopo.

Perché conta

Platea pose fine all’invasione persiana della Grecia. Insieme alla vittoria della flotta a Micale lo stesso anno, allontanò per sempre le forze persiane dalla Grecia continentale.

In Ancient Duel

Lo scenario è una contesa di posizione prima che di armi: nessuna delle due parti vuole attaccare dove l’altra è forte, e l’apertura nasce da un errore più che da una manovra.

Gli schieramenti, i comandanti e l’esito sono storici. L’insieme delle carte e l’economia dei turni sono il modo proprio del gioco di rendere giocabile quella tensione in pochi minuti.

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