30 a.C. · Alessandria, Egitto
Le legioni di Ottaviano presero Alessandria dopo Azio; Antonio e Cleopatra morirono e l’Egitto tolemaico cadde in mano a Roma.
Azio, nel 31 a.C., non aveva chiuso la guerra, l’aveva solo decisa. Antonio e Cleopatra fuggirono in Egitto con ciò che restava della flotta, e Ottaviano impiegò un anno a sistemare l’Italia e le sue legioni prima di seguirli.
L’Egitto era l’ultimo regno ellenistico e il bottino più ricco del Mediterraneo. Già solo il suo grano bastava perché Roma volesse controllarlo direttamente.
Ottaviano avanzò su Alessandria nell’estate del 30 a.C. Antonio vinse un piccolo scontro di cavalleria fuori città, ma il giorno dopo ciò che gli restava della flotta e della cavalleria passò a Ottaviano senza combattere, e la fanteria seguì.
Non ci fu una vera battaglia per Alessandria. Antonio si tolse la vita alla falsa notizia della morte di Cleopatra; Cleopatra, tenuta sotto sorveglianza e destinata a sfilare in un trionfo a Roma, si uccise pochi giorni dopo.
L’Egitto divenne una provincia romana, tenuta come dominio personale dell’imperatore. Finirono tre secoli di governo tolemaico, e con essi l’ultimo dei regni che i generali di Alessandro si erano ritagliati. Quattro anni dopo Ottaviano divenne Augusto.
Lo scenario è la caduta di una posizione indifendibile più che uno scontro alla pari: il problema dell’Egitto è che la sua forza continua ad andarsene, quello di Roma è premere prima che si possa ricostruire qualcosa.
Gli schieramenti, i comandanti e l’epilogo sono storici. Poiché la battaglia storica fu in gran parte un crollo, la versione giocabile è un’invenzione del gioco: dà all’Egitto uno scontro che la difesa reale non ebbe mai.